La legge 30 dicembre 2020, n. 178 (legge di bilancio 2021) ha previsto che: “Per le assunzioni di donne lavoratrici effettuate nel biennio 2021-2022, in via sperimentale, l’esonero contributivo di cui all’articolo 4, commi da 9 a 11, della legge 28 giugno 2012, n. 92, è riconosciuto nella misura del 100 per cento nel limite massimo di importo pari a 6.000 euro annui”. Si tratta, di un’estensione dell’agevolazione contributiva già prevista dalla legge n. 92/2012 (c.d. Riforma Fornero), che passa dalla precedente misura del 50% all’attuale 100% (decontribuzione totale). Il riconoscimento dell’esonero è subordinato al requisito dell’incremento occupazionale netto, calcolato sulla base della differenza tra il numero dei lavoratori occupati rilevato in ciascun mese e il numero dei lavoratori mediamente occupati nei 12 mesi precedenti

Possono accedere al beneficio tutti i datori di lavoro privati, anche non imprenditori, compresi i datori di lavoro del settore agricolo, per le assunzioni di donne lavoratrici svantaggiate:

 

  • donne con almeno cinquant’anni di età e disoccupate da oltre dodici mesi;
  • donne di qualsiasi età, residenti in regioni ammissibili ai finanziamenti nell’ambito dei fondi strutturali dell’Unione europea prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi;
  • donne di qualsiasi età che svolgono professioni o attività lavorative in settori economici caratterizzati da un’accentuata disparità occupazionale di genere e prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi;
  • donne di qualsiasi età, ovunque residenti e prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno ventiquattro mesi.

 

L’esonero contributivo e concesso per le seguenti tipologie di rapporti di lavoro:

  • assunzioni a tempo determinato;
  • assunzioni a tempo indeterminato;
  • trasformazioni a tempo indeterminato di un precedente rapporto agevolato;
  • trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine non agevolati (di cui all’art. 4, commi 8-11, della L. n. 92/2012 oppure di cui all’art. 1, commi 16-19, della Legge di Bilancio 2021).

 

L’incentivo spetta anche in caso di part-time.

 

La durata dell’incentivo è di 12 mesi per le assunzioni a tempo determinato, fino al limite complessivo di 12 mesi in caso di proroga del rapporto a tempo determinato, 18 mesi per le assunzioni a tempo indeterminato, in caso di trasformazione a tempo indeterminato di un rapporto a termine già agevolato, nelle ipotesi di trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine non agevolati (ai sensi della disciplina di cui all’articolo 4, commi da 8 a 11, della legge n. 92/2012 o di cui all’articolo 1, commi da 16 a 19, della legge n. 178/2020).